Alternativa Molise: le nostre proposte per le aree interne e Agnone. No a sperpero e propaganda politica

Il fumo egli occhi dell’ospedale di Agnone conferma le negligenze, la pigrizia, l’indifferenza e la complicità che ha travolto le aree interne e i territori locali per troppo tempo, rispetto alla propaganda di amministratori e governo regionale. Quest’ultimo è indiscusso protagonista nel centrodestra, privilegiato dal parallelo del nazionale, anche in questa ultima occasione come nella maggior parte del tempo dell’ultimo trentennio o quasi. Tranne le infelici parentesi di pozzilliana e fantozziana memoria sinistra. E si perché è la debolezza di una vera e coerente sinistra, forse dovremmo meglio dire di una vera opposizione critica e propositiva di sostanza, che ha fatto e farà la fortuna della corazzata destra, all’unisono della musica dettata dal piattino dell’unico dominus del conflitto di interessi. Sono rimasti a guardare per anni. E adesso vogliono suonare una carica troppo stonata e ritardata, nel nome del consenso e del complice silenzio salvifico.
Da anni domina la paralisi degli interessi e in sanità il gioco a nascondino dei fantasmagorici tavoli ministeriali. Un alibi perfetto per le responsabilità politiche e istituzionali. Ma la storia la conoscono tutti. Nomi e cognomi, colpe e colpevoli. Una regione così piccola, cioè un potenziale paradiso di servizi a favore dei cittadini, è stata trasformata in un inferno invivibile, da dove i giovani fuggono a gambe levate e le risorse spariscono con atti di vera magia nera.
Anche l’ospedale di Agnone è un simbolo delle negligenze istituzionali e di una giustizia che non ha mai chiesto il conto. Chissà perché. Ma si nessuno paga il prezzo, tranne che i cittadini molisani. Ve lo ricordate l’ecomostro del nuovo ospedale incompiuto, salito alla ribalta nazionale nell’incuranza generale? Ricordate gli investimenti operati sul Caracciolo, le nuove sale operatorie, la nuova TAC, la neo – surgery che ha fatto la fortuna di qualche figlio di papà, e poi il nulla? E lo scandalo dei furbetti del cartellino? Tutto sembra svanito nel dimenticatoio. Anche gli agnonesi non gradiscono ascoltare queste verità assurde, per come è stato gestito quel territorio, dove sono state sperperate somme di denaro inenarrabili. Il clientelismo non paga e fa la la fortuna di qualcuno che ha sempre qualche interesse privato. Poi la ruota gira. Avanti il prossimo. Intere generazioni hanno svenduto la propria dignità al feudatario e all’amico di turno. Chi oggi si gloria della chirurgia, ancora una volta in quel di Agnone, è fuori come un balcone. D’altronde che sicurezza c’è? Che appropriatezza c’è, nel dislocare? Stanno già facendo a gara tra chi deve accreditarsi il merito della salvezza del Caracciolo. Un ospedale che ha soltanto una tabella. Un pronto soccorso che demanda sugli altri presidi e svolge un numero e una qualità di prestazioni indicibili. E che costano un occhio della testa. Nessuno ne parla. Pur di dare incarichi e premi elettorali dov’è il problema. Così per la medicina orfana a mo’ di lungodegenza palliativa. Questa pantomima testimonia la miseria della classe politica molisana. Dal basso la polemica sul Veneziale, in cui ci ha addirittura messo la faccia un medico della Asrem, anziché le istituzioni preposte, testimoniando il grado di distorsione, per controbattere il parzialmente informato sindaco. E si perché questa è la sua piccola parziale colpa. Al Veneziale c’è un unico oculista, supportato incostantemente da tutte le difficoltà logistiche che vedono il supporto incostante dei colleghi di Campobasso; sono centellinate le sale operatorie; la richiesta è esorbitante rispetto alle potenzialità del presidio pentro, dove anche ciò che potrebbe funzionare viene limitato. Era probabilmente questo il messaggio corretto di Castrataro. Per non parlare delle famigerate e ben occultate liste d’attesa. Altroché straordinari risultati tanto decantati in lungo e in largo. È chiaro che alla politica sfugge una visione corretta della realtà, che certo non può essere decantata dalle responsabilità affiliate al palazzo. Lo stesso gioco retto dal rigirare periodicamente il coltello sulle necessità dei primariati, come se fossero efficienze del sistema. E lo sono e come. Per riuscire a mantenere, grazie a personali premi di produzione e di tagli che fanno comodo in modalità distopiche. Sono i servizi a pagarne le conseguenze. Nulla si può pretendere da queste logiche di lottizzazione. Non solo ma sfugge alle osservazioni così acute, da una parte e dall’altra, che quell’unico oculista presto andrà in pensione. E allora? Prenderanno ancora più piede i privati. Come sempre intoccabili. Ci vuole un concetto di ospedale pubblico per non riempirsi la bocca di belle parole di circostanza. Fuori dai campanilismi. Mandare avanti i servizi a qualsiasi costo, questo il disegno di queste istituzioni e probabilmente di riflesso della Asrem, fino a smentita dei fatti. Arrivano vagonate di milioni di euro e vengono sciorinati, tra l’altro a singhiozzo, gli straordinari numeri, tanto contestati, del PNRR. Di cui però i cittadini non hanno tanto intense sensazioni palpabili. Anche qui attendiamo la smentita dei fatti. Fatti sono, invece, che certamente non si contano le criticità che vivono gli operatori, costrittivamente impediti da sindacati complici e regolamenti bulgari. Eppure lo sciopero del comparto e degli infermieri sono una realtà tangibile, non invisibile. Per non parlare di ciò che soffre l’utenza, ormai stritolata. E già perché ci sono le vacanze estive anche per una giunta, la cui efficienza rispetto a tutti gli irrisolti problemi di questa terra, ha il sapore del dramma ridicolo. Così come a ferro e a fuoco sono i servizi ospedalieri, mandati avanti a tutti costi, nel silenzio complice di tutti. Si aspetta il guaio e il cerino lasciato esplodere nelle mani dell’ultimo della fila. Per l’utente una roulette russa senza fine.
Su Agnone esistono possibili proposte immediate al momento, tenendo conto dei disagi e della geografia, ma che devono almeno concedere maggiore efficienza e risparmio risparmio di risorse finanziarie, anziché l’ennesimo sperpero che va avanti da anni a zittire con mancette e finzioni. Sarebbe utile un pacchetto di deroghe sulla continuità assistenziale, sulla medicina ambulatoriale e sulla medicina generale; un pronto soccorso da trasformare in primo soccorso, gestito dal Servizio di emergenza territoriale 118 ( d’altronde anche le prestazioni in questo caso sono talmente ridotte di numero che basterebbe attivare un servizio di pronta disponibilità ben retribuito per i trasferimenti); utile l’abolizione dell’attività aggiuntiva e dei costi esorbitanti, nascosti dal più o meno occultato premiante disagio per i non eroi del campo. Qualcuno preso dalla esasperazione ingiustificata, già ci vorrebbe con l’Abruzzo, ancora di salvezza che non sta meglio messa di noi.
Se lo so magnato il Molise. Buon appetito. Continuate ad ingozzarvi. Anziché al TAR, fate appello alle vostre coscienze, visto che i commissari costano un botto e sono stati nominati, schizofrenicamente, dalla ricorrente Regione.
Ai molisani tontoloni rimangono le briciole. ALTERNATIVA MOLISE


