Alternativa Molise: le lacrime di coccodrillo del consiglio regionale per il Piano sanitario regionale non sono utili

LE INUTILI LACRIME DI COCCODRILLO PER IL POS
Che farsa. Si è svegliato il consiglio regionale. Documento e intenzionalità unanimi. E dopo il POS ormai inviato a Roma, come se nessuno ne conoscesse avvisaglie e contenuti, d’improvviso torna il dono della pensiero e della parola. Unanime. Giusto per sciacquarsi la bocca e ripulire la coscienza. Le opposizioni sono partite un po’ in anticipo. Sin dall’estate hanno riscaldato i motori. Forse per le indiscrezioni di Palazzo d’Aimmo relative alla rimozione dell’attuale assessore alla sanità e della sua staffetta con qualcuno in forza alla Lega? Era questo tutto il giochino? Tutti parlano a manetta di sanità da un pezzo. Se tutte queste parole fossero tradotte in qualche fatto ne avremmo risolto qualche problematica. Macché. Esercizio didattico di retorica.
Si occupano troppo poco dei problemi del Molise. Blaterano al vento. Qualche mozione, interpellanza, e qualche ricorso qua e la. Giusto per dare una motivazione allo scaldare la sedia. E allora post sui social a manetta e presenzialismo mediatico, che fa sempre fare bella figura e fa stare sul pezzo. L’importante è difendere il lumicino. L’abbiamo capita da tempo la sceneggiatura alla molisana. Nella più ampia tradizione all’italiana. Quella della DestraSinistra. Quella di un sistema che sopravvive a sé stesso, a tutti e tutto. Quello che non toglie nulla a nessuno e dà’ a ciascuno la sua parte di torta. D’altronde se i problemi si affrontassero e magari si risolvessero che senso avrebbe tutto questo tragicomico circo. Tutto questo denaro e potere a vuoto, mentre il popolo si affama. I clientes sopravvivono strisciando in qualche modo. Alcune considerazioni tuttavia sono prioritarie. L’unica voce inascoltata è quella dell’eurodeputato. Spesso si sottrae in questa qualità. Serio, concreto, coerente. Presiede quasi ovunque e a tutte o quasi le kermesse di destra. Onnipresente. Quando necessario. Non parla stavolta. Nessuna parola. Neanche su quegli incredibili video che girano sul web che rendono taluni gruppi privati connessi ad interessi e conflittualità. Non solo con i pubblici servizi. Qui la stranezza è che nessuno ne ha parlato. Persino le sinistre sono state talmente pavide, e magari ne sono gli autori anonimi. Noi di Alternativa li abbiamo apposta pubblicati per farne venire fuori responsabilità e veridicità. Ma tutti zitti. Magari chissà mette paura quali occulte verità vengano fuori? D’altronde di convenzioni con i privati guai a parlarne, tranne in distratte occasioni. Ma quanto costa tutto questo, a partire dalle dirigenze Asrem, assoldate dalla regione che ormai si limitano a timbrare il cartellino e i documenti fino a ieri offerti dai commissari?
A cascata tutti i dirigenti e le amministrazioni che fanno meno e ancora peggio? Nessun controllo di spesa? Poi volete risparmiare sui posti letto e sulla organizzazione sanitaria con i numeri alla mano? E cosa produce tutto questo sistema politico, amministrativo e aziendale? Per produrre cosa?
Ma quanto costa questo teatro dell’assurdo? Quanto ancora dovremo sostentarlo? Quanto il popolo molisano è costretto a sopportare per sopravvivere a tutto ciò? Forse una delle ragioni per cui il pubblico è stato fatto fallire è propria questa. Tanti sprechi di risorse solo per qualcuno che, complicemente o peggio ancora comodamente, non è in grado di gestire, pur lautamente pagato e sovvenzionato, neanche il condominio di casa. Solo clientelismo della più becera specie e privilegi per una casta molto più grande di quanto immaginiamo, che mangia, come parassiti, sulle spalle di tutti gli altri. Una gestione inadeguata anche del pubblico, come evidenziato dal sindaco della tenda.
Ad Isernia scopriamo che manca un intero ospedale tagliato negli anni e si insiste a parlare esclusivamente di pronto soccorso. Oppure di di primari del nulla da nominare, emodinamica e punto nascita traballanti da salvare e soldi pubblici da spendere.
Come se fossero bandierine da appuntare. È evidente quanto la politica di sanità non abbia capito e non riesca a capirci nulla.
Dopo 17 anni scoprono che l’alibi del commissariamento non funziona più. E allora Roberti commissario e non se ne parli più. Tutti felici e contenti.
Alternativa Molise


