Alternativa Molise, la pantomima della destrasinistra molisana continua. Necessaria una reazione civica per il futuro

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Non c’è limite al peggio. È bene ricordarlo di tanto in tanto. Di fronte al dilagante astensionismo tanto di cappello e calatevi i pantaloni e le gonnelle. E si rispetto. Tanto di rispetto con tanto di osanna metaforico verso chi ha capito tutto. Ovviamente le regole del gioco se le scrivono loro. E sono ben contenti che quella parte libera dai legacci clientelari in questa regione non rappresenti una massa critica reale, non finta, come vi abbiamo assistito e assistiamo albergando i ragionamenti nella cosiddetta sinistra. Un bel teatrino. Questo è il vero problema. Credere davvero tutti insieme di dare vita, invece, ad una possibilità di redenzione di questa terra, una buona volta, rappresenta, oggi più di ieri, il da farsi per tentare di mandare a casa questi padroni, cioè coloro che hanno strozzato il popolo molisano e negato il futuro. Credere di dare vita ad un impegno civico sincero, non ideologico, non ipocrita, è il dictat di una salvezza che stenta ad arrivare. Tra ras e premiers di cosa parliamo, mentre i giovani fuggono, non ritornano, e mentre i figli della casta se la mangiano pezzo a pezzo. Qui siamo nel medioevo, tra ignoranza, colpevoli complicità, rassegnazione e architetture ben congegnate, la mentalità del moliNsano è dominante. Siamo a zero. Ma a loro non importa. Mantenere in ostaggio, per l’ennesima volta, il consiglio regionale nel nome del fatidico rimpasto è diventata una barzelletta tragicomica. Intanto i privilegi, gli stipendi, i vitalizi, il potere e i costi di questo ridicolo carrozzone, protagonista di pagliacciate retoriche senza fine, continua imperterrito. Anche da parte di chi si traveste da paladino. È tutto un circo enorme. Intoccabile. I cittadini sono come invisibili. Stanno li a guardare incantati, nella migliore delle ipotesi. Inebetiti o tuttalpiu magicamente attratti dalle eloquenze della fanatica pseudopposizione perdente e felice di esserlo. Ora del centrosinistra, ora dei redenti civici di sinistra. Li avevano soprannominati cinici. In effetti verso sé stessi. Chi doveva rappresentare, di ioriana memoria, il grimaldello dell’opposizione alimentata a sinistra, oggi si ribella e critica il centrosinistra come l’altra faccia della stessa medaglia. Chiamasi coerenza. L’ultimo exploit per rmano del consigliere Romano. Dopo che anche Costruire Democrazia fallisce sotto ogni fronte restano poche speranze. Dopo che noi di Alternativa Molise li abbiamo per primi criticati, in quanto fautori del più logico dei fallimenti, cioè albergarsi per ragioni elettorali, in qualità di civici fantomatici, all’interno del centrosinistra, c’è poco altro da dire se non ‘buongiorno e bensvegliati’. Almeno un encomio a chi oggi finalmente è critico nei confronti del bipolarismo falso che attanaglia, nel più ampio respiro affannoso, il paese intero. Cioè il cancro della politica all’italiana, la DestraSinistra, figlia del renzusconismo. Pensavamo di averne viste di tutti i colori. E invece no. Non c’è fine a questo peggio e soprattutto non c’è speranza che possa alimentarsi. Tanto decidono tutto tra Roma e Pozzilli. E così Roberti probabilmente è da blindare, a suon di notifiche sbagliate, nella immunità parlamentare. Nel silenzio delle procure. Pallante, che ha un bel pacchetto di voti a destra, passa a patron del consiglio regionale. Iorio si salva dal rimpasto, tramite Fitto e Lotito alla corte di Meloni. La manovra Castrataro indugia quanto quella di Luca Iorio sul Veneziale morente. La tenda è stata riavvolta. E sul Veneziale ricomincia la inutile trama istituzionale. Le radiologie di Campobasso, insieme a quelle di Isernia, svendute ai privati, sempre nel silenzio totale. È questo il prezzo da pagare affinché il rimpasto non si compia? Il punto nascita intanto è aperto ma chiuso. La Asrem ha recepito i decreti commissariali, che impassibili e imperterriti giocano alla tombola dei numeri e delle prestazioni. Mentre si decantano i miglioramenti dei numeri delle liste d’attesa, non si ammette che le chirurgie sono in totale sofferenza rispetto alle strutture private. Senza che nessuno se ne assuma la responsabilita’. Anzi proprio la chirurgia del Veneziale è stata premiata più di tutte. È un premio dovuto a qualche mozione politica? Per non parlare dei ritardi nei pagamenti delle attività aggiuntive ai dipendenti Asrem, in un rimpallo di responsabilità che si ricorda dodici mesi ormai. Scandaloso. Come poter attrarre medici e operatori se una azienda non rassicura sui pagamenti dei turni straordinari che sono indispensabili per sostenere i servizi. Che fine hanno fatto i quattro ricorsi al Tar degli scorsi mesi, di cui si è fatta tanta mostra, mentre l’unico ricorso al momento accettato è quello sulle guardie mediche territoriali, non è dato sapere. Quasi un altro schiaffo alla giustizia molisana, per la quale evidentemente i servizi al territorio sono più importanti di quelli degli ospedali. Sembrano questi i sotterfugi della fantapolitica molisana. Spettacolo senza valore. E si perché riesumano persino Aida Romagnuolo nel team Roberti, a suon di denari e altri sprechi pubblici. Servono un po’ di voti per blindare la vittoria elettorale. Ma chi se frega. Così tanto per gradire. La destra affarista mangiasoldi non si smentisce. È lei, con più di qualche attore di sinistra, l’artefice dello sfascio della sanità pubblica molisana.
Non ce n’è uno buono. Continueranno a scaldare le sedie del consiglio regionale e non cambierà nulla se questa massa critica non decide di muoversi contro questo sistema di potere. Che logora chi ce l’ha. ALTERNATIVA MOLISE