Alternativa Molise, La fiaccola della sanità pubblica sempre accesa

Siamo stati col fiume umano che controverte quello di magnastoria ad Isernia. Che si stacca dal grezzo ‘magna magna’ che ha caratterizzato, in questa circostanza, il bene più caro. Stop magna magna . Si alla salute. Che si occupa della la vita delle persone. Perché non basta avere la pancia piena per star bene. Non bastano i party, le feste paesane e i caciocavalli. Ma che anche controverte il famigerato Molise Inesistente. E invece il Molise Esiste. Non c’è stato spazio per i paladini, vecchi e nuovi. Finalmente un gesto istituzionale ha richiamato le coscienze di tanti cittadini. Non di parte. Assenti quelli del centrodestra. Noi di Alternativa Molise abbiamo richiamato l’attenzione del civismo attivo ed ideologico, che ci contraddistingue fuori dalle miserie dell’alternanza e dalle logiche di potere. Quelle che anche a sinistra hanno massacrato la dignità di un territorio ed il diritto ad una sanità pubblica.

Guai a configurare questa manifestazione di presenza come una adesione politicizzata. Guai a farla apparire un atto di forza del centrosinistra. Guai a proposizioni elettorali in vista dell’eventuale rinvio a giudizio di Roberti o dell’avvicendamento dell’impalpabile assessore del territorio pentro Iorio. Guai a darsi in pasto alla dietrologia da clientes, pronti dietro l’angolo come avvoltoi. Siamo stati presenti in compagnia del Comitato dei Sanitari. E appunto accanto a tanti operatori ospedalieri. A tanti giovani e famiglie. Che è quanto ci ha resi più felici. Perché c’è più di qualcuno che ha diritto a cure dignitose e a vivere serenamente in questa regione. Poco meno di trecentomila abitanti non possono essere soggiogati da numeri, tagli per tanti e privilegi per qualcuno. Serve da oggi un accampamento di tende. Deve prendere corpo una movimentazione popolare, oltre la tenda. Almeno in ogni provincia. Serve interagire col tavolo ministeriale, per difendere un modello di sistema pubblico funzionale e sostenibile. O viceversa recarsi oltre Roma, e non solo ironicamente, verso Pozzilli e Largo Gemelli, a chiedere tregua. Perché i soldi che occorrono per far sopravvivere la sanità pubblica si possono trovare, anziché vederli dirottare. Perché per il piano di rientro, dove gli sprechi e le incapacità della cattiva amministrazione politica (di qualsiasi colore) e commissariale si certificano con anni di immobilismo, di clientelismo, di interessi e di poteri complici, non può rappresentare la strategia per mezzo della quale in Molise non si possa più vivere né operare in campo sanitario né farsi curare in sicurezza in futuro.
Che non sia tutto, ancora una volta, una inutile fiaccola spenta.
Alternativa Molise


