Alternativa Molise: in regione il merito del demerito

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Il simbolo della arroganza del centrodestra molisano è tutto qui. Nella nomina del dg Asrem. Premiato addirittura senza merito. Nel meglio che poteva fare o nel meno peggio, con le risorse disponibili, questo si è detto. Premiato anticipatamente. È qui la massima espressione della tradizionale motivazione delle illeggitimita’, a loro parere impunibile. Anche il dg è un esperto di politica del centrodestra. Il centrodestra governa da almeno vent’anni, tranne qualche breve e più infelice e dannosa parentesi di pozzilliana e fantozziana memoria sinistra.Il centrodestra ha un unico e solo referente, generato da un sospettoso conflitto di interessi. La classe politica molisana è per grosse linee rappresentata dagli stessi nomi o perlomeno da nomi collegati a nomi già noti. Dei quattro parlamentari eletti nella ultima tornata due sono totalmente estranei (oltreché dormienti) al Molise, oltreché impalpabili e anonimi, peggio degli altri. Lo stile è sempre lo stesso. Non si smentiscono. Qualche giorno fa lo spontaneo, quanto irreparabile, parallelo tra Roberti e del Mastro. Per una giustizia che appare sempre più ingiusta. Quella modalità appunto fintamente giustizialista, rigorosa, dalla parte delle identità (come delle indennità) regionali, dalla parte delle forze dell’ordine, preso atto di numeri di logica e di gradimento discutibili, ma così finta in fondo. Quella sorta di atteggiamento mafioso del potere. Come dirlo. E così una sanità pubblica messa in ginocchio da anni, privatizzata dall’interno e dall’esterno, in cui dirigenze e responsabilità sono funzionali al sistema e alla politica, è sempre l’argomento preferito per fare buona propaganda spicciola, che si recita meglio. Quella che rema, genericamente, nell’ottica dei i servizi pubblici piegati in ginocchio, resi insufficienti e inefficienti. Che mette in crisi il personale dipendente pubblico, ammaestra quello privato, e che, quando svegli e lucidi e operativi, sberleffa e spernacchia, a comando di comodo, le regole ferree della pubblica amministrazione e i sindacati di categoria, per lo più genuflessi in cerca d’autore; acclama e perseguita con i regolamenti il personale, ma si esalta nei post e negli inutili tagli di nastro a destra e a manca; privatizza con medici gettonisti e dequalifica l’assistenza, sovraccaricando le altre figure sanitarie di responsabilità e di carichi di lavoro, come accadrà presto nelle vuote case di comunità. Non si vuole retribuire l’attività aggiuntive e straordinaria, ma si spreca denaro per appalti e avvisi ai privati, soprattutto rendendo poco appetibile una azienda, con fuga e controfuga di medici e infermieri e altre figure, persino originari di questa terra. Tanto altro ancora che non si fa in tempo a farne una sintesi in poche parole.Dall’altra parte c’è, sulla carta, una vana opposizione, disperata, senza visone unitaria, senza progetto, figlia del medesimo partitismo romano che non riesce neanche minimamente a contrapporsi al fantomatico tavolo ministeriale, dove si è sempre deciso con un alibi perfetto il destino delle sorti molisane. Insomma ammuina, una marea di ricorsi e richiamo alle procure e TAR, conseguendo, al momento, ben poco. La stessa regione ricorre contro il lavoro, lautamente retribuito, dei commissari (l’alibi perfetto), dalla regione nominati. Ormai briciole di futuro si giocano tutte li.Non esiste solo la sanità tra i problemi irrisolti di questa terra dilaniata, mentre poteva rappresentare un fiore all’occhiello del panorama dei territori nazionali. Non si contano le occasioni perse e gli sperperi, di cui non vi è alcuna traccia di colpa e colpevoli. Di soldi ne sono passati, ma chi li ha visti?! Così come il PNRR. Troppo poco, così sembra. Perché ai cittadini non solo sembra, ma risulta ben altro, quotidianamente, così come agli operatori. In controbilancia, premi di produzione e di carriera, promozioni e nomine eccezionali. Appunto meriti ignoti, che evidentemente rispondono bene a tutte le esigenze di proprio tutti, compresi i privati intoccabili. È questo il Molise che c’è. Merito al demerito. E noi non possiamo che fare i complimenti e i migliori auguri di buon lavoro alla regione e all’ottimo dg & Company. C’è qualcuno che vuole cambiare la rotta della nave che affonda?

Alternativa Molise