Alternativa Molise, il ribaltone del privato sul pubblico. Il privato che priva

I servizi pubblici rappresentano un sistema di garanzia prevista da regimi costituzionali, secondo i relativi articoli. Ma anche dalla sostanza di costituzione democratica, in cui la proprietà privata viene consentita. Con regolamentazioni che non prevedono l’abuso, la prevaricazione e il mercato selvaggio. Piuttosto invece un equilibrio. Nella storia del nostro paese intere fette di servizi al cittadino sono state derogate ai privati. Nel nome di connivenze innanzitutto politiche, di una certa fetta di elettorato di parte, in una fanatica finzione scenica di vantaggi e competitività del privato, in pura teoria più convenienti rispetto al pubblico, garanzie tese alla spinta privatizzazione hanno avuto facile accesso a fondi pubblici. Di fatto depauperando le finalità prerogative che mettono al centro il rispetto alla base dello stato, quale fondamento generato e sostentato dai cittadini, che difatti versano i loro contributi e le tasse come obbligo. La perversione e la corruzione ha avuto invece la sua inappropriata applicazione. Liddove il privato non è competitivo realmente per qualità, per eccellenza, per costi, tempi e modalità di performance. Che sarebbero il frutto di illuminati imprenditori e imprese che investono denaro e risorse private, peraltro regolamentate dallo stato medesimo. Ma piuttosto, innanzitutto, si è inserito nel mercato senza proprie prerogative ma sostituendosi ad esso con effetto prevalente, divenendo indispensabile. Anzi una scelta ineluttabile e obbligata. È come se si partorisse un figlio facendolo passare per naturale, mentre trattasi di un figlio adottivo ma irregolare. È come se si dovessero sfamare due bocche ma la seconda non ne ha alcun diritto. Una sorta di abusivo frutto di un abuso. Perché per una adozione non è previsto alcun obbligo. Ma una volontà finalistica. Quell’apparente obbligo nasce da una sacrosanta esigenza, che indebolebdo il servizio pubblico diviene assoluta necessità di un servizio da cedere ai privati. Non è previsto l’inevitabile. Le conseguenze sotto gli occhi di tutti. La spinta vera è stata data da una certa politica di interesse, di potere e capitalista. Che se ne è arricchita insieme all’amichettismo di maniera e di circostanza. Che ha dato vita ad un sistema sanguisuga dello stato, dove il diritto viene deturpato e il privato non fa altro che privare. Si generano clientele, elettorati, giri di denaro, persino corruzione e conflitti di interesse a vario titolo e quasi sempre proventi di provenienza pubblica derubandoli e indebolendoli sempre più in un circolo vizioso. E così chi non aveva titolo è diventato titolare prevalente e assoluto. Le garanziengiuridiche hanno fatto da sfondo nel tempo. Liddove un servizio pubblico viene reso impotente e depotenziato, solo transitoriamente potrebbe e dovrebbe intervenire il privato o le convenzioni con i privati. È totalmente anomala la cessione e l’arretramento dello stato di garanzia a discapito della collettività, della comunità e del bene comunitario a vantaggio, quasi esclusivo e prevalente o nella migliore delle ipotesi integrativo con le esigenze peculiari dei privati. D’altronde se non fosse conveniente cosa spingerebbe un soggetto privato ad impegnarsi nei servizi pubblici. La verità viceversa è sotto gli occhi di tutti. E prelude anzi a un ribaltone. In cui lo stato è posto in minoranza, in difficoltà, a costi e sprechi insostenibili. Quella competitività è falsata. È falsificata. È apparente. In ogni caso condurrà alla degenerazione e alla egemonia di pochi a dispetto dei tanti. In futuro la dominanza di un privato che priva a dispetto del pubblico universale e gratuito per la sovranità del popolo soddisferà esclusivamente il bieco egoismo delle invidividualita’ poco o nulla meritevoli. L’interesse privato non può prevaricare quello della collettività. L’egoismo non può ledere la comunità. Il capitale è da porre al servizio in un’ottica altruista viceversa è senza senso. L’individualismo non può e non deve violentare il diritto. Tutto ciò che esattamente ispira la società modernista. Che ne configura l’assenza di beneficio e di futuro realizzabile. Che esalta il piacere momentaneo a svantaggio del dovere permanente nel tempo e nello spazio. Il privato trasforma i bisogni e i diritti in affari senza averne titolo. Questa trasformazione prepotente della società è a danno di tutti e risponde alla più terribile legge delle bestie non elevate e più infime: homo hominis lupus. Il maggior livello di corruzione esiste sovente nella realtà pubblica, in cui interessi privati costruiscono un contesto di privilegi a favore solo di sé stessi e sono ancora più potenzialmente lesivi. È la prevaricazione del singolo e dell’individualismo, a dispetto del benaltrismo, a danno dell’altruismo, in una egemonia di feroce e subdola prepotenza, spesso salvando le apparenze della disumanità.
Questa è la storia del mercato e dei servizi negligenti verso il rispetto della persona e della immeritata evanescente meritocrazia dominante e di facciata.
Alternativa Molise. IL RIBALTONE DEL PRIVATO SUL PUBBLICO. IL PRIVATO PRIVA


