Alternativa Molise: fuori la politica dalla sanità e ascolto degli addetti ai lavori

Fuori la politica dalla sanità.
Lo ricordava qualche giorno fa una nostra vecchia conoscenza. Un ex grillino, come molti dei detrattori hanno amato denominare chi gloriosamente aveva messo alla sbarra nel 2018 il sistema del renzusconismo. Parliamo dell’attuale neoeletto presidente della regione Campania. Ahimè caduto anch’egli nel trappolone del centrosinistra, tra De Luca e la vecchia volpe di Mastella. Perché in politica, poi, la coerenza dovrebbe essere tutto. E invece, purtroppo, rappresenta il valore più calpestato in assoluto. Per inciso, non nel principio e non sin da principio, questo discorso vale per gli ex Movimento Cinquestelle, come amiamo chiamarli invece noi. Quelli che oggi guardano dal binocolo le glorie del passato. Ma questo è un altro discorso già fatto. Non si può dire che con i loro rappresentanti eletti parlamentari in Molise, dal 2018 al 2021, sia cambiato qualcosa. Con i parlamentari europei e romani di oggi? Con quelli di sinistra solidali di ultima generazione? Peggio che andar di notte.
Ricordata anche questa doverosa ennesima polemica, destra e sinistra hanno governato e come nel piccolo Molise. Prevalenti i primi. Adeguatamente rappresentati dai dinosauri che ancora spolverano gli scranni della giunta, in attesa del rimpasto dal sapore dell’insalata maritata, per spartirsi a pieni voti le poltrone in attesa della prossima tornata elettorale. Ancora una volta nel nome e per conto nell’immobilismo clientelare. Non esiste solo sanità. Il Molise è in svendita, umiliato tra trasporto pubblico prossimo alla paralisi e il Tubone del Liscione. Ma chi comanda qui? Dall’altra parte, tra critiche blasfeme e quanto altro inutile alla causa, solidarietà esternata alla tenda del Veneziale.
La sinistra fa sempre peggio, come nella più tragica tradizione, tra grattacieli fratturiani e pozzilliani. I burattinai sono sempre lì. Chi li smuove. E così arriva la scossa sul tema più tragicamente inflazionato, di cui tutti si riempiono la bocca e scrivono ricette domenicali. A volte manco quelle. Si sveglia finalmente Castrataro e fa un regalo natalizio di spessore, al momento ancora troppo mediatico, rinvigorendo intenti del suo programma elettorale. I sinistri tutti appollaiati li. Anche i civici di sinistra, tra i primi ad osservare la necessità dell’andare Oltre la Tenda.
Il civismo attivo è una cosa seria. E che si faccia strumentale fa un po’ specie. Le quote Iorio pure sono sempre vive e vegete, neanche tanto occultate bene. Diciamolo chiaramente. Roberti a proposito ci ha tenuto a dirlo. Iorio che c’entra? Nulla perché ci sono i commissari? Quindi è mero amministratore esclusivamente del PNRR. E da più parti si sostiene neanche tanto bene. Tanto peggio. Peccato che, nel frattempo, della sanità in particolare nessuno abbia una vera visione, nessuno proponga soluzioni e proposte sostenibili. Noi un vero programma ce l’abbiamo. Lo reperite sul nostro sito ufficiale. Ci si barcamena, invece, tra chi si accredita con le sue battaglie con il microfono in piazza, delirando l’eterna salvezza dei trascorsi. Tutte cose belle. Ma ancora più triste è osservare gli addetti ai lavori, reclusi nel loro silenzio. Magari complice o indifferente, oppure negligente. Un silenzio che fa male. Che grida di dolore. Figlio anche degli editti del passato, quei regolamenti della Asrem, mai impugnati dalle sigle sindacali (guarda caso), che puniscono disciplinarmente qualsiasi lamentela o rischio di esporsi. I responsabili dei servizi? Tutti allineati e stampelle del sistema. In quella spaventosa comunione politica che è la base del fallimento del sistema salute. Fa comodo a tanti. Il dettato di mandare avanti i servizi, ad ogni costo. Anche se ci scappa il morto. Fa il paio con la notizia dell’ultima ora. Sembra che persino il direttore della Asrem abbia trascorsi di eletto come sindaco nelle fila del centrodestra. Perché poi chi sono i veri responsabili? Che importanza ha. Quanto vale una vita ? Già. Se c’è qualcuno che ha rovinato il sistema pubblico è stata proprio l’invasività politica. Densa dei suoi interessi, di premialità di carriere, di arricchimento di denaro, potere e consensi. L’invasività politica, della malapolitica, ha fatto già troppi danni. Piove qualche proposta. Speriamo non tardiva. Ma senza una visione, senza comprendere che al di là di un bel palazzo con una targa, c’è da costruire un sistema di ospedali pubblici efficienti e performanti, sarà solo l’ennesimo fallimento. Ascoltare il territorio, le voci fondamentali degli addetti ai lavori, anziché fare scarne iniziative di circostanza, evitare la miopia con cui si ragiona a compartimenti stagni, con cui si vogliono difendere solo alcuni reparti, con cui si continua a declinare la disorganizzazione e la mancanza di percorsi a tutela dei cittadini e degli operatori oppure il destino è segnato alla stregua dell’ennesimo flop. Poiché la politica ha deciso, a tavolino e a livello centrale, di togliere ai cittadini il sacrosanto diritto alle cure, anziché osannare i garibaldi di maniera, sarà bene che la cittadinanza tutta, in tutto il Molise prenda consapevolezza di queste basilari necessità. Il commissariamento ha rappresentato un alibi perfetto in questi diciassette anni per questa classe politica della DestraSinistra. I tavoli del ministero Schillaci declamano una storia scritta che vede protagonista il ribaltone della sanità privata sulla pubblica, acclamandola a salvezza. Le tende dovrebbero crescere di numero, come funghi. Ed essere permanenti. Non sprecare l’ennesima occasione è doveroso. La buona guida della politica come riferimento è altrettanto necessaria quanto mettere insieme le coscienze e le competenze di addetti ai lavori con le esigenze tecniche del territorio. Fuori la politica dalla sanità. Fuori gli interessi economici e di potere. Fuori le egemonie centrali mediate dal commissariamento su di un territorio che deve difendere la dignità di appena poco più che trecentomila anime, umilate da questa becera amministrazione e private di tutto. Privatizzazione fa sinonimo con privazione.
Fuori le manovre della malapolitica di palazzo.
Alternativa Molise


