Alternativa Molise, cosa troveremo sopra la tenda?

È evidente che il governo regionale e della Asrem vivono in un altra dimensione. Al di là di quanto tentano di sostenere legittimamente come si faccia a vivere sul marte, a pensare che quanto fanno basti a risolvere i problemi e portare avanti la carretta malandata, fa impressione. L’apparenza salva la sostanza. E così si dirama che l’opposizione, guarda caso in bella compagnia di comitati e pseudocomitati, abbiano incontrato i referenti della regione e della Asrem. Questi comitati sono l’artificio più acclamato delle esigue folle protestanti. Fino a ieri periodicamente presenti nelle piazze microfonate, oggi si accreditano ad interlocutori appropriati ma solo di sé stessi. Anzi addirittura criticano quelle iniziative di stessa natura. Con la differenza del ruolo istituzionale. Che va ben oltre la scena. Se si nota più in profondità sono anni che vanno avanti queste modalità politichesi. Faremo diremo stiamo risolvendo o al massimo siamo qui per protestare, figliocci di qua e di là. Cos’altro possiamo fare, si sostiene da più parti. Avete voi la soluzione? Questo si può fare, nient’altro che questo. Neh toglietevi lo stipendio. Perché siete inutili. The show must go on. A tutti i costi. L’opposizione al comune di Isernia ci ha tenuto a sostenere la causa dell’ospedale. Ben svegliati. Qualche parlamentare da prima fila, si palesa nell’etere finalmente. E insomma giungono le solite rassicurazioni. Mentre tutto scivola maledettamente via. Anni di commissariamento, di blocco del turnover, di potenziamento parallelo dei privati, di mancata visione e sviluppo, di convenzioni selvagge, di immobilismo e clientelismo cosa mai potevano produrre. La storia non nasce ieri. Ha matrici lontane. Chi non la riconosce è palesemente complice. Arrivano i denari e i milioni del PNRR. Ne verificheremo le risultanze efficaci. Forse qualcuno dovrebbe preoccuparsi anche di che modalità e livelli di cura vengono espressi. Dei livelli organizzativi. Di deroghe e modelli da porre in sicurezza a vantaggio dell’utenza. Di quali servizi offre il welfare regionale. Non basta salvare l’apparenza. Non bastano le operazioni di facciata. Forse qualcuno dovrebbe preoccuparsi oltre che mandare avanti la baracca, di problematiche operative, di organizzazione e valorizzazione dei professionisti di sicurezza di coloro i quali non sono semplicemente dei malcapitati. Dell’avanzare preoccupante dei privati integrati nei servizi pubblici, di pensionati richiamati a lavoro, di soldi stranamente spesi per risorse che non saranno il futuro tantomeno del prospero sviluppo di un sistema di servizi pubblico e adeguato. Le scelte di ieri sono state evidentemente fallimentari. I padroni, i burattinai, i responsabili e i riferimenti del sistema Molise non sembrano proprio redimersi. Da qualche parte continuano a piovere minacce di ulteriori ricorsi. Cose buone e giuste. Forse farebbero bene a pensare di ricorrere meglio anche contro se’ stessi. Un ricorso al giorno toglierà il Molise di torno? Qualche notte in tenda non avrebbe fatto male a tanti di loro. Dove sono i parlamentari di Bruxelles e Roma eletti da questa terra? I consiglieri regionali, gli assessori e i paladini? I responsabili e gli operatori dei servizi che sono tanto in crisi, che fungono invece da stampella solo perché agganciati a questa becera politica che gli ha donato privilegi, benefici e carriere? Dove sono i medici e tutta la cittadinanza lamentosa? Non abbiamo avvistato i massimi garanti , a partire dal Prefetto alle forze dell’ordine sempre in prima linea. E cosi si consuma l’ennesima favola, tra le minacce di nuclei ispettivi verso chi eventualmente denuncia la realtà dei fatti o chi li riporta o chi si permette di contraddire una decantazione mistificatrice, e lo sberleffo e lo sgambetto d’anticipo al sindaco della città, testimoniando l’arroganza del ‘comandiamo noi’ e del ‘mangiatevi questa amara minestra’ , quale atto di sfrontatezza, onnipotenza e offesa al confronto con i cittadini tutti. Sembra tutto un contaminazione malefica quindi tra commissari, politica e Asrem.
Tardivo Roberti si attacca alle formalità legittime e tenta di farsi maestro. Ma fa specie che il primo cittadino molisano, con una lettera, nutra una qualche difficoltà, come leicita’, ad incontrare il primo cittadino isernino. Questo è un pensiero comune.
Perché non basta neanche la solidarietà a ciò che rappresenta la tenda del Veneziale per tutti i cittadini di questa regione.
Questo è il motivo vero per cui bisogna andare ben oltre la tenda.


