Alternativa Molise alla fiaccolata con Castrataro. Ascoltare le esigenze del territorio e degli addetti ai lavori per evitare l’ennesimo flop

Alternativa Molise supporta l’iniziativa di Castrataro. Tra detrattori e arrampicatori, strumentalizzazioni, fazioni politiche, vecchi e nuovi paladini. Ci siamo fatti in questo periodo interlocutori e propositori. A vario titolo, diversi nostri componenti hanno interagito con quello che per noi rappresenta, purtroppo, anche un tardivo intervento, dopo le vicissitudini incomprensibili delle precedenti deleghe socio-sanitarie, poi finite nelle mani dello stesso sindaco. Non sono mai stati visti in ospedale. Ci sono voluti tre anni. Ma non è il momento delle polemiche e delle critiche. Soprattutto come cittadini. Abbiamo insieme ad altre componenti dato vita ad un Comitato di Sanitari, che rilanceremo. Abbiamo propagandato l’iniziativa della tenda. E propinato la sua propagazione presso gli altri ospedali. Termoli e Campobasso sembrano richiusi nell’apparente ‘ tutto bene’. Ci hanno commosso le solidarietà da più parti. Ci hanno irritato l’indifferenza dei parlamentari di Bruxelles e Roma eletti da questa terra. Quelli sempre pronti alla vetrina. E quelli che notoriamente si fingono distratti. Non è la fiaccolata d’Isernia. Deve essere una fiaccolata del popolo molisano. In gran parte complice di questo sfacelo. Perché per la metà, tranne gli astenuti, sono responsabili della colpevole elezione di stranoti personaggi che sono protagonisti della politica che ha avversato la sanità pubblica. Con modalità più o meno male occultate. In molti hanno le mani sporche di sangue. I commissari hanno tenuto in ostaggio la gestione e fatto male il loro compito. Qualcuno dell’opposizione, altrettanto ammaestrato da chi gioca su più tavoli della DestraSinistra, se n’è accorto dopo diciassette anni. Il piano di rientro ha fatto comodo a tanti, un alibi perfetto. Altroché tutti innocenti. Per noi sono troppi i colpevoli e le colpe delle tante sferzate subite al Veneziale. E non solo al Veneziale. Per tanti anni. Se il primo cittadino molisano, in qualità di ex primo cittadino termolese, resta in sella e si permette il lusso di dare lezioni al primo cittadino isernino, attendiamo tutti ansiosamente la sua presenza alla fiaccolata. E nelle tende che auspichiamo da domani spuntare come funghi. E nel consequenziale impegno a fare degli ospedali strutture sicure, efficienti e performanti. Se Roberti è stato capace di fare sorridere Termoli, faccia sorridere anche gli isernini. Ma noi abbiamo il coraggio di dire che sono troppi i complici di questo sfacelo. Interni ed esterni alle mura amiche del Veneziale. E non solo del Veneziale. L’invasività politica e gli interessi ad essa connessa hanno fatto il resto. Anche tra gli addetti ai lavori, cioè coloro sui quali unicamente si potrà contare per cambiare seriamente rotta. Non quelli istituzionali e allineati al sistema e per questo tanto graditi. Neanche i sindacati, muti nella maggioranza, come sempre. Come abbiamo ricordato alla assemblea cui abbiamo partecipato non più tardi di qualche settimana fa presso la provincia di Isernia. Quando abbiamo ricordato che la politica ha ampiamente dimostrato di non avere né competenze né soluzioni adeguate, se non farà un bagno di umiltà, se non si affiderà alle esigenze del territorio. Se non ascolterà gli addetti ai lavori, non clientes e non servili e funzionali in modo strategico, con le loro apparenze ed i loro privilegi. Che non sono pochi all’interno delle mura del Veneziale. E non solo del Veneziale. Questi i risultati davanti agli occhi di tutti. Non c’è alcuna meraviglia. Gamberlotta della Gimbe ha illuminato la platea ‘sanitaria’ sostenendo che il sistema pubblico è un malato curabile. Qualche tempo fa è stata minimizzata la sua relazione sui livelli di assistenza molisani. Anche dal direttore della Asrem.
Qualcuno oggi si permette ancora di spingere su mirabolanti proposte, menando fumo negli occhi. Oltreché che accecare con le ditate. Serve una movimentazione forte. Per tutti i problemi di questa piccola regione. Non circostanziata. Non emotiva.
Ma solo tutti insieme. Solo se si saprà organizzare e gestire adeguatamente. Non certo con la logica del risparmio. Mentre qualcuno si riempie la pancia, più piena di come lo si è fatto in passato. Mentre altri sprechi vengono perpetrati con altre mani altrove. Magari per esercitare altro consenso elettorale. Mentre qualcuno prende ordini da Roma o da chissà chi. Mentre si demonizza il pubblico e allo stesso tempo si esalta il privato delle cosiddette eccellenze. Sarà opportuno individuare percorsi condivisi e lontani dal politichese, cosi come dagli interessi economici, privati e di potere. Vogliamo il primo cittadino di Isernia in rappresentanza di ciascun cittadino in prima fila. E che tutti gli altri, soprattutto i politici, si accodino in ultima fila. No alle passerelle. No alla propaganda. No ai paladini d’occasione. No agli avvoltoi. Si alla individuazione delle problematiche e alla programmazione delle loro soluzioni. In una visione corretta e concertata, globale e completa. Precocemente. Urgentemente. Prima che questo ammalato divenga incurabile e si fallisca l’ennesima occasione di un impegno vero per un diritto di tutti, senza lasciarlo degradare, a immagine di quella malapolitica, in un privilegio per pochi. Cioè vivere . E in salute.
Che sia una occasione definitiva di crescita e non l’ennesimo flop.
Si a spazi dedicati all’ascolto degli addetti ai lavori e dei cittadini, cioè a chi la sanità la fa e la vive sulla propria pelle.


