Alternativa Molise, a proposito di cartelli: la nostra regione merita di più

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Innanzi alla guerra dei cartelloni pubblicitari e dei ridicoli, mistificatori e distopici slogans pro e contro, a favore della sanità, quella pubblica, gratuita e universale, l’unica prevista dalla tanto acclamata e vituperata Costituzione della Repubblica italiana, contrapposta, perché tale è oramai, a quella privata, nessuno da anni tantomeno una classe politica incapace, inetta, venduta agli interessi avversi agli operatori del campo come agli utenti, è stata mai in grado di comprendere il da farsi, le cose più corrette e funzionali. Quasi esclusivamente si è pensato, ignorando gli addetti ai lavori, sovente complici per finalità di carriera e di protezioni peculiari, di foraggiare il sistema semplicemente di risorse economiche. Pensando così di tamponare l’incapacità organizzativa e gestionale delle risorse sotto ogni aspetto. Perché sia chiaro, una adeguata organizzazione rende funzionale un sistema così complesso. Ed il Molise, per tante caratteristiche può e deve sopravvivere alle proprie difficoltà. Occorrono deroghe e collaborazione. Soprattutto una classe con gli attributi, che non si presti, abbia visione, e sia in grado di produrre innanzitutto, piuttosto che una vuota integrazione con i privati, una ottimale integrazione all’interno della sanità pubblica. Per cominciare tra territorio e ospedali. La sanità pubblica è stata abbandonata a sé stessa, alla sua degenerazione e agli interessi privati nella cosa pubblica, il denaro, il potere, il consenso elettorale e gli interessi enormi sono spesso terminati nel giro di imprese e personaggi persino in conflitto di interessi. Tanti interessi. Ne abbiamo enormi e numerosissimi esempi, su tutto il territorio nazionale. Non solo in Molise. Le responsabilità, in questo rimpallarsi, hanno generato un danno terrificante. Non è troppo tardi. Non si è mai pensato di sviluppare una sanità pubblica di rilievo, sicura, di qualità, da implementare, sviluppare e completare. E in presenza di mostruose convenzioni, che prendono risorse regionali e dal pubblico, e strutture private molto più competitive, il diritto alla salute è stato umiliato. I cittadini hanno dormito sonni tranquilli, prestandosi spesso ai giochi di parte, tra indifferenza e aperta complicità. La maggior parte dei molisani d’altronde neanche va più a votare. Specchio di una disperazione gigantesca e degli acuti vantaggi che ciò porta al clientelismo di maniera. E ora cosa accadrà, visto che il progetto che il nostro sistema politico, capace di ogni risma di farsa teatrale, diviene sempre più evidente. Fino a quando, prima o poi, il privato non farà altro che privarvi di tutto e assopigliatutto di turno. In una visione liberista, capitalista e anticostituzionale. Le figure sanitarie spariranno. Si affaccia la telemedicina e l’intelligenza artificiale sotto i talloni. Ad ogni livello. Dov’è il prossimo paladino e salvatore della patria, pronto ad incarnare la prossima sceneggiatura? Quando il prossimo melodramma?
La sanità non è una pubblicità. La medicina è prendersi cura dell’altro e della persona, dei fragili e degli ammalati, oltreché prevenzione e ricerca.
Non questione di numeri, di tagli e di risparmio. Ma di razionalizzazione.
Il Molise può salvarsi ed essere virtuoso, come altre realtà, ed essere un modello sano e non tossico in cui non vi è futuro.
D’altronde dal decreto Balduzzi al decreto Molise è un attimo.
In bocca al lupo a tutti i molisani.

Alternativa Molise