Alternativa, Il Molise sordomuto colpisce ancora

Questa regione che non esiste andrebbe studiata. Lo ricordiamo sempre. Manca la spina dorsale e una coscienza civica consapevole. E come in altre realtà una massa critica, intellettualmente valida e innanzitutto politicamente propositiva. Dal momento che, certamente biecamente e fin troppo pervasivamente, rappresenta viceversa lo specchio fedele della rappresentazione uniforme del sistema della DestraSinistra. Cioè di quella casta di privilegiati che, troppo spesso, a partire da amministratori e classe dirigente, albergano gli scranni del potere. Evidentemente ed esclusivamente riscaldandone la superfice della seduta. Tagli a servizi di ogni sorta, lavoro, spopolamento, fuga di giovani, poli industriali e agricoli del format DOP in sofferenza, turismo a corrente alternata, sovrastimato e costoso; mercato immobiliare azzerato e iperinsufflato; un sistema di immigrazione che quasi rappresenta una dinamica di sostituzione etnica visibile ad occhio nudo; trasporti e viabilità fermi allera della pietra; bancomat che saltano alla prima scorribanda; cinghiali e caciotte invasori; sviluppo, crescita e visone progettuale assenti alla chiamata; digitalizzazione, razionalizzazione di spesa, efficientamento, performance, sanità che reclamano almeno vent’anni di arretrati.
Sulla base del non salvifico e impalpabile PNRR, del PIL tra i più bassi e della vergogna del terrificante disavanzo associato alle privatizzazioni selvagge a 36O gradi.
E già perché nel teatrino recitare la parte dell’oppositore critico d’occasione è facile. Un riflesso territoriale su scala nazionale. Basta gridare al fascismo e all’essere anti, piuttosto che essere pro – qualcosa. E poi cosa non si sa mai. E chi poi se non la sinistra al governo, che ne ha prese di mazzate in ogni dove? Per fare cosa? Qualcosa di già visto? Fare peggio del destre mentre a manipolare sono bravissimi com’è accaduto nel referendum fallimentare? Roba già vista e archiviata. Le più grandi testimonianze di questa inerzia albergano però oltre il palazzo del consiglio regionale, fulcro della politica amministrativa che non c’è. Per non parlare di un eurodeputato trentennale ormai e di parlamentari d’oltremanica a mo’ di belle statuine venuti in questa terra o da questa terra partito a fare i conquistadores lustrati a lucido. La stessa replica del mood precedententemente offerto. Perché non è che quelli di prima abbiano fatto meglio. Ma c’è qualcosa che cade di più sotto gli occhi di tutti e che davvero ci fa comprendere come siamo messi. Gira un video sul web molisano sulla sanità privata. Non ne parla nessuno. Neanche quelli che potrebbero argomentare. Declamato a suon di ‘io so che tu sai che io so’. Girano riflessioni pesantissime di scrittori che abbiamo anche già citato in alcune considerazioni, come Vinicio D’Ambrosio ( autore di La giustizia in Italia. Il sistema Molise) su verità che sembrano alla portata di chi di dovere. Ma nessuno si scandalizza. Non un cenno. Non un articolo di giornale . Nessuna osservazione istituzionale. Franco Valente, ex presidente dell’ordine degli architetti e componente per i Beni Culturali e ambientali, rilancia riflessioni sulle condizioni artistiche e architettoniche di Molise e dintorni e si impegna per la valorizzazione del territorio. Ignorato totalmente. Non perché vi sia qualcuno o qualcosa più meritevole di una particolare attenzione, e chissà poi per quali reconditi motivi. Ma piuttosto stupisce il silenzio del circo mediatico. Il silenzio stupefacente, tradizionalmente istituzionale. Così la AIOP, cioè la Associazione Italiana Ospedalità Privata, sembra abbia commissionato di fare girare su tutto il territorio molisano una cartellonistica pubblicitaria con messaggi neanche tanto occulti di cui nessuno si degna di occuparsene e che declamano a suon di replica con cavoli a merenda la relazione tra fondi pubblici ai privati e debito regionale. Nessuno si scandalizza. Certo la noncuranza è una dote. A volte anche positiva. Ma questa disattenzione a noi appare assordante, che fa il pari con qualcosa di mostruoso e di omertoso, ci fa impressione. Come in tante altre occasioni. Almeno a chi, come noi, non ha scarsa memoria né bieca attenzione distorta sulle vere anomalie della regione cannibalizzata con le prospettive della luna nel pozzo della cancellazione dalla cartina geografica o della illusoria panacea delle annessioni di confine. A noi sembra tutta una manovra per far dimenticare l’oscena ingloriosa storia recente e passata e le responsabilità sotto gli occhi di tutti di chi, se viceversa innocente, non scaglia la prima pietra. Se ne ha il coraggio. Sono tutti sordomuti?


