Alternativa chiama Greco ad un impegno comune per il vero cambiamento di cui il Molise ha bisogno

Terribile la crisi emorragica del movimento cinquestelle. L’abbiamo già evidenziata. E dopo la vicepresidente dimissionaria Appendino, che rimane appesa ( è un gioco di parole) ad un filo sottile, la risposta del Conte è stata robusta e immutabile. Tanto da farsi proclamare nuovamente, come se nulla fosse, piuttosto tirando dritto come si confà all’autoritarismo di sinistra, nuovamente capo politico del defunto cinquestelle. Votato con il 90% dei consensi e una partecipazione di circa solo il 60% degli iscritti. Vale a dire che il 40% certo non lo ha certamente gradito.
Una commemorazione maoista, indifferente a tutto e tutti. Da unico e solo candidato. Incredibile. Ma quale democrazia diretta?! Oggi puoi candidarti se sei nei listoni che dall’alto decide qualcuno. Oggi Fico, in Campania , è costretto ad allearsi, senza problemi, pur di battere le fameliche destre, con Mastella e De Luca. E il figlio di De Luca. Roba da pazzi. Si stenta a credere. Vale anche per i grillini. Altro che democrazia diretta. Chissà se se ne sono accorti che più del 5- 6%, ovunque siano insieme, non esistono se non nelle penombre del PD. Che brutta fine. Campo largo. O campo stretto. Campo moscio. I principi fatti morire nel nuovo statuto contiano del 2021. Le giravolte da gialloverdi a giallorossi. Poi il governo draghiano dei peggiori. Altro che transizione ecologica. Altro che superministeri. Poi la finzione delle politiche in solitaria, per racimolare il misero 10% dei consensi. A lasciare sono in tanti. Di continuo. Il fallimento della più grande rivoluzione politica dell’ultimo ventennio verrà ricordato ancora per molto. La morte di Casaleggio. Ne paghiamo le conseguenze. Ha riconsegnato il paese alle destre. Ha rigenerato la restaurazione, quella del renzusconismo. Ha riabilitato le grinfie delle peggiori versioni del PD 2.0.. È nel campo del centrosinistra di patate e carciofi.
Alleanza si ma non strutturale con le sinistre. Restare nel campo di sinistra. Il movimento non sa neanche cosa sia più. Doveva, secondo il Conte, trovare una identità. Non sono né carne e né pesce. Qui in Molise ancora tuonano le caterve di consensi dilapidati. Erano il primo partito. E così tuona, a memoria, il rumore dei pugni sul banco di Andrea Greco, storico referente. Mai si è vista una opposizione più ferma e dura. Senza paura. Tanto da generarsi gli ovvi problemi di intimidazioni e querele milionarie cui un politico ‘diverso’ non può sottrarsi. Avanti così. Solitudine. Fraintendimenti. Addirittura, forse, mancato rispetto statutario. Periodicamente Andrea, per noi si è Andrea, compagno di battaglie ( non comunista!), è andato in sofferenza. Avrà commesso i suoi errori. Ora declama l’abbandono, e il discernimento di chi è già con un piede fuori. Noi non vogliamo dimenticare il passato del benfatto. Noi gli auguriamo il meglio. Di non demordere. Anzi. Di non cadere nella tentazione dei movimenti civici senza struttura e con addirittura minore identità. Come si va vociferando. Quelli come Andrea per noi sono preziosi. Hanno scritto pezzi di storia. Certo anche in negativo. Per non aver posto una crisi, eppure evidente. Aveva anche lui più volete rilevato questa intolleranza verso l’allocazione a sinistra. Nemica di sempre anche qui, fino a ieri. Caro Andrea, se devi staccare la spina, fallo! Con serenità. Con quella stessa forza che ti contraddistingueva un tempo. Diamo sostanza ad una formazione nuova. Anche all’interno della nostra casa. Di Alternativa. Perché no. Sei il benvenuto. E insieme costruire e sviluppare quello a cui noi abbiamo continuato a mantenere fede. Cioè la possibilità di un vero cambiamento. Anche in questa regione. Come proprio l’ex movimento, perché tale è, aveva fatto.
Vieni con noi. Ti aspettiamo.
Alternativa Molise
Chiam


