Agnone festeggia la Repubblica Italiana e difende il diritto alla sanità: in piazza le testimonianze di chi è stato salvato dai medici del Caracciolo, non solo parole su conti e commissari

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Di Eleonora Palmese

Per il borgo di Agnone, l’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana celebrato lo scorso 2 giugno è stato accompagnato dalla manifestazione di solidarietà e difesa verso la sanità ospedaliera nell’Alto Molise, sempre più messa a rischio dal nuovo progetto in cantiere per l’ospedale Caracciolo.
La manifestazione, organizzata dal comitato civico “Il Cittadino C’è”, ha avuto inizio dalla Piazza Unità d’Italia, dove gli avventori si sono radunati e sono stati accolti dalle parole del sindaco Saia, accompagnato dal sindaco Paglione di Capracotta e dall’ex vicesindaco Di Nucci di Agnone. Al loro intervento sono seguite le testimonianze di ex pazienti dell’ospedale di Agnone, le cui parole hanno fatto da monito e incitamento nel tentativo di spronare i cittadini ad essere uniti e speranzosi verso le sorti del nosocomio.
Nell’ambito della manifestazione si è fatto appello anche alla Costituzione Italiana, che nell’articolo 32 sottolinea come la salute sia un “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”.


Grande è stata la partecipazione degli agnonesi, così come quella dei paesi limitrofi su cui il rischio della perdita di un punto fermo nella sanità altomolisana si riflette e si pone come un problema altrettanto d’impatto.
A seguito delle testimonianze, i partecipanti si sono uniti in una sfilata per le vie del paese, trasportando un lungo telo bianco fino all’ingresso dell’ospedale. Abbiamo in esclusiva l’intervento dell’ ex paziente del Caracciolo Fabio D’Ilio. Altrove gli avevano dato sei mesi di vita tanti anni fa. Oggi sta ancora in mezzo a noi grazie all’opera di un medico di Agnone che gli ha salvato la vita.

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