A Ripabottoni si parla del libro del professor Matteo Luigi Napolitano: Sette ottobre. Il Medio Oriente in guerra nel XXI secolo

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Di Simone d’Ilio.

Ricostruire il 7 ottobre 2023 senza trasformarlo nell’inizio assoluto della guerra in Medio Oriente ma collocandolo dentro una vicenda storica molto più lunga è stato il punto centrale della presentazione del libro “Sette ottobre. Il Medio Oriente in guerra nel XXI secolo” di Matteo Luigi Napolitano (Professore Unimol di Storia delle Relazioni Internazionali), ospitata il 13 agosto nella Sala degli Specchi di Palazzo Cappuccilli a Ripabottoni.

L’incontro ha consentito di affrontare quanto accaduto in Israele e nella Striscia di Gaza partendo dalla necessità di comprendere come si sia arrivati a una situazione nella quale le possibilità di una soluzione politica si sono progressivamente ridotte.

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Accanto all’autore sono intervenuti Roberto Cetera, corrispondente da Gerusalemme per L’Osservatore Romano e Vatican News, Marco Damilano, già direttore de L’Espresso e oggi conduttore su Rai3 de Il cavallo e la torre e Gaetano Vallini, giornalista de L’Osservatore Romano.

Nel corso del confronto è emerso come la crisi esplosa il 7 ottobre non possa essere compresa isolandola dalla storia che l’ha preceduta perché quanto sta accadendo oggi è il risultato di un progressivo deterioramento dei rapporti tra israeliani e palestinesi.

Da qui il passaggio inevitabile alla prospettiva dei “due popoli, due Stati”, che per molti anni ha rappresentato il principale punto di riferimento della diplomazia internazionale tra Israele e Palestina e che oggi appare impossibile da attuare rispetto al passato.

Il libro Sette ottobre ricostruisce storicamente il percorso che conduce agli attacchi del 2023 e mostra come la data del 7 ottobre non possa essere solo un episodio comparso improvvisamente nella storia del Medio Oriente ma considerarla con lo stesso peso storico dell11 settembre.

Il 7 ottobre non è avvenuto per caso ma al termine di un’escalation lenta nella quale le tensioni si sono accumulate, mentre le possibilità di interrompere il processo si facevano sempre più deboli. Il valore del libro consiste proprio nell’analizzare minuziosamente la storia della vicenda, evitando di spiegare il presente soltanto attraverso la frettolosa urgenza della cronaca ma mostrando, invece, come ciò che appare improvviso sia spesso il risultato di processi molto più lunghi e ambigui.

Di Simone d’Ilio.