Caldo settembrino e scuole: mentre in Italia si stanziano 20 milioni di euro per i condizionatori, in Molise tutto fermo anche un possibile slittamento dell’avvio dell’anno scolastico grazie a una regione inerte

Il caldo potrebbe interessare il Molise e l’Italia intera almeno fino al 20 settembre. Per questo motivo diverse scuole di Sicilia e Campania apriranno con una settimana di ritardo: il 21 settembre.
E in Molise? In cinque comuni ci si limita al non obbligo del grembiule alla scuola elementare. Ma niente per gli studenti di medie e superiori. Il provvedimento interessa gli istituti di Campodipietra, Toro, Jelsi, Gildone e Ferrazzano e resterà in vigore fino al termine dell’ondata di calore.
E a livello nazionale? Il Governo ha messo a punto un provvedimento per permettere alle scuole di dotarsi di impianti di raffrescamento delle aule scolastiche. Si tratta di un contributo statale di 20 milioni di euro che arriva dall’ avviso numero 63557 del 4 settembre 2026. Possono presentare domanda tutte le istituzioni scolastiche statali, sulla base delle effettive necessità di raffrescamento degli ambienti.
Ogni scuola può presentare una sola richiesta di contributo.
Gli interventi possono riguardare edifici scolastici pubblici che:
non siano di nuova costruzione;
non abbiano beneficiato di interventi di efficientamento energetico nei cinque anni precedenti la pubblicazione dell’Avviso;
non siano già dotati di impianti per il trattamento dell’aria.
Domande dal 7 all’11 settembre
Le candidature potranno essere trasmesse dalle ore 9:00 del 7 settembre 2026 alle ore 14:00 dell’11 settembre 2026.
La domanda deve essere presentata dal dirigente scolastico tramite il SIDI, accedendo all’applicazione Monitoraggio e Rendicontazione MONITOR/PIMER.
Può servire questa soluzione per far star meglio i ragazzi? Da un lato certamente sì e aiuterebbe tutti i docenti che sono costretti a lavorare in ambienti surriscaldati
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Ma anche i condizionatori potrebbero essere una soluzione non definitiva, se si considera che i ragazzi devono fare anche attività fisiche fuori dalle aule. Abbiamo cercato di informarci sulla situazione degli edifici molisani.
E qui abbiamo avuto l’ ennesima brutta sorpresa per il Molise: non esiste più un ufficio stampa in grado di fornirci questi dati. Bisogna fare richiesta ufficiale alla nuova dirigente regionale che ha deciso di chiudere ufficialmente i rapporti con noi giornalisti. Quindi ad oggi non sappiamo se e quanti edifici scolastici molisani siano già dotati di condizionatori.
Tornando alla domanda iniziale, sarebbe giusto iniziare anche in Molise con qualche giorno di ritardo? Secondo noi sì, ma bisogna tener conto di una regola nazionale: ogni scuola deve adempire all’obbligo di fare 200 giorni di lezioni. Togliendone 6 adesso si dovrebbero recuperare nel restante anno. O a Natale, o a Pasqua o cancellando alcuni ponti.
Ma questo lo può fare soltanto la politica: il calendario delle lezioni scolastiche è regionale. Toccherebbe quindi all’ assessore al ramo farne uno nuovo in tempo. Verrà fatto o ci affidiamo alle soluzioni tampone dei grembiuli? Tutto fa presupporre per la seconda soluzione, che non è una decisione di carattere regionale ma solo di 5 comuni su 136.


