Veneziale rovente. Anonima lettera di denuncia di un dipendente

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Una nuova bomba sta per esplodere all’ospedale di Isernia. Un Veneziale, descritto nella lettera anonima giuntaci in redazione, incapace persino di gestire i turni dei medici che devono garantire la salute dei pazienti. Accade in particolar modo nel reparto di anestesia e rianimazione come descrive la lettera stessa. Di una forza descrittiva che, riassumerla sarebbe riduttivo per quello che sta accadendo nel mese di agosto e non solo, in particolar modo dal 2024 in poi. Per questo abbiamo deciso di pubblicarla in maniera integrale.
Alla c.a. del

DIRETTORE della U.O. ANESTESIA E RIANIMAZIONE
PO ISERNIA

e delle DIREZIONI SANITARIA e AMMINISTRATIVA
ASReM – PO ISERNIA

Pubblicità

e della DIREZIONE GENERALE
e delle DIREZIONI SANITARIA E AMMINISTRATIVA
ASReM – CAMPOBASSO

e AL SINDACO DI ISERNIA

e AL PREFETTO DI ISERNIA

e AL NAS – CARABINIERI ISERNIA E CAMPOBASSO

e al PROJECT MANAGER PO ISERNIA – DOTTOR LUCA IORIO
DIREZIONE SANITARIA PO ISERNIA

e al DOTTOR DI GIROLAMO MARCO
UO RIANIMAZIONE CAMPOBASSO – REFERENTE AAROI EMAC REGIONALE

e alla PROCURA e all’ISPETTORATO DEL LAVORO di ISERNIA

e alla PROCURA CORTE DEI CONTI E SEZIONE CONTROLLO MOLISE
LORO SEDI

Premesso quanto segue:

  • la presenza nella turnistica di servizio di due dirigenti medici nella qualità di specializzandi in formazione, utilizzati impropriamente e paradossalmente equiparati a dirigenti medici strutturati, nonostante il regolamento aziendale sui tutor, reso discutibile e ai limiti della legittimità, con tutte le implicazioni e le limitazioni operative e contrattuali ben note, rimarcandone, di principio, autonomia e responsabilità professionali
  • la presenza nella turnistica di servizio di sei dirigenti medici strutturati, di cui uno in prequiescenza e due con intenzionalità di lasciare Isernia, fatto salvo i colleghi che hanno lasciato in questi anni l’unità operativa di Anestesia e Rianimazione
  • la presenza nell’ambito delle prestazioni della turnistica di servizio di ben otto medici gettonisti, di cui uno addirittura appartenente e contrattualizzato, per quanto noto, contemporaneamente ad altra specialità (emodinamica per la UTIC), che aggiungono, a loro volta, anzichè risolverne, le seguenti criticità: scarso apporto di ore complessive poste al servizio, rispetto alla disponibilità prestabilita nell’avviso di assunzione; scarsa integrazione funzionale; troppo prevalente scelta di turni comodi e scarsa copertura di turni prefestivi, festivi, estivi e superfestivi; assenza di copertura di pronte disponibilità; scarso apporto all’abbattimento delle liste d’attesa, in certi casi in quanto preferenzialmente disponibili per attività su turni notturni, talora persino assentandosene per come predisposta; a loro favore usufruiscono del mancato obbligo alla timbratura di presenza, per mezzo di regolare badge ovvero di vidimazione per la timbratura di cartellino e di qualsiasi tipologia di consona registrazione di presenza, come previsto nella pubblica amministrazione; previsto per loro, in modalità esclusiva, l’occultamento delle delibere specifiche di assunzione rispetto ai pubblici avvisi; godono di sovraorari e della totale assenza di possibilità di verifica delle loro compatibilità, sotto ogni aspetto; previsto per loro, in modalità esclusiva, l’occultamento delle delibere di pagamento relative alle loro attività, nonostante i costi ( da quanto noto pari a 80 euro/ora), basati, paradossalmente, sulla base di autocertificazioni di orario offerte al dirigente responsabile del reparto, con effetti di abortita trasparenza; previsto per loro, in modalità esclusiva, anche l’occultamento delle fonti di retribuzione, contenute in fondi altrettanto oscurati, che, per quanto noto, generano pagamenti, paradossalmente, puntuali e regolari, per quanto noto, rispetto a quanto viceversa valido per l’attività aggiuntiva svolta dai dipendenti. Questi ultimi risultano, di conseguenza, vittime sacrificali di ritardi di pagamento della attività aggiuntiva e straordinaria da loro svolta, e nel medesimo tempo della necessità di ricorrere giudizialmente a decreti ingiuntivi propedeutici al recupero di somme risalenti addirittura al 2024. Essi risultano, altresì, vittime del mancato rispetto uniforme del regolamento aziendale per l’attività aggiuntiva, applicato e disapplicato a piacimento, per mezzo di presunte deroghe più o meno formali in ogni aspetto, discriminando, di fatto, con modalità ignote, rispetto ad altri professionisti, presidi e reparti regionali. Il che risulta permanentemente chiaro solo a posteriori, cioè per effetto della pubblicazione dei pagamenti degli oneri aggiuntivi compiuta, guarda caso, sistematicamente in ritardo. Ciò sembra essere generato da meccanismi di scarsa trasparenza, verosimilmente provenienti da tutti i livelli dirigenziali e commissariali, più o meno competenti. Va annotato che le suddette anomalie, nel loro complesso, generano evidenti discriminazioni e vessazioni professionali e contrattuali, nonché l’accreditata ipotesi di perdita di chance e mancato guadagno, rispetto a quanto correttamente previsto dalle normative sul lavoro. Tutto sembra accadere per mezzo di un paradossale e voluto equivoco nei confronti dei dirigenti dipendenti. Il che ingenera nella dirigenza dipendente, a cascata, la ovvia necessità, ennesimamente paradossale, di sottrarsi, a propria tutela, alla disponibilità a svolgere attività aggiuntiva, aggravata dalla messa in opera, evidentemente, con modalità organizzative, orarie e remunerative, in termini di budget e tempistiche sistematicamente ritardate di retribuzione inerente, perlopiù non condivise, discutibili, non chiare e non trasparenti. Ciò e oltre, si ripercuote sui dirigenti medici dipendenti pubblici, pur essi volendo continuare ad essere disponibili, in linea di massima, come sempre fatto in passato, a sacrificarsi per l’ottimale organizzazione e salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza del reparto e del presidio di appartenenza. In effetti, sino ad oggi, se ne sono viste un po’ di tutti i colori. Assenza di certezza del budget disponibile, budget non equamente diviso, deroghe mai rese note, poste in essere persino a posteriori, in una conformazione di regolazioni di piacere, quasi vestite addosso misteriosamente e non sancite a prescindere quali regole del gioco, secondo principi chiari, ma piuttosto avallando l’assenza di puntuali pagamenti degli oneri relativi e discriminazioni ulteriormente sempre più amplificate e pesanti. Tutto questo ha prorogato nel tempo questo stato di sofferenza, di scontento, di instabilità e squilibrio nel nostro reparto, giocando a nascondino con i numeri e i rimpalli di responsabilità e privando i lavoratori delle opportune certezze, tenuto conto di un servizio particolarmente delicato e centrale, come quello di Anestesia e Rianimazione, per tutte le funzioni che svolge. Tali intenti non si sposano con quelle che sembrano piuttosto avverse intenzionalità, esterne e interne, animate da un eventuale, ma solo ipotetico, risparmio e taglio di spesa alle risorse disponibili; che terminano per pesare, direttamente ed inaccettabilmente, su operatori, utenti e pazienti
  • la natura e le caratteristiche del presidio ospedaliero – spoke Veneziale; le normative vigenti; le condizioni di lavoro; i termini corretti rispetto ai presenti deficit organizzativi, al rischio clinico per gli operatori e la sicurezza per l’utenza e i pazienti; i livelli minimi di assistenza e il contratto collettivo nazionale; la tutela della pubblica amministrazione e la intrinseca trasparenza
  • il sostanziale condivisibile principio nell’essere animato dalla non derogabile rinuncia, in scienza e coscienza, umanamente e professionalmente, a richiedere un attento riesame completo e di ampio respiro di quanto evinto dalla predisposizione e programmazione dei turni di servizio, per il mese di agosto c.a.
  • la presa d’atto di quanto va parallelamente delineandosi gravemente e progressivamente da tempo
    il sottoscritto dirigente medico di Anestesia e Rianimazione, dipendente della ASReM, in servizio presso il PO di Isernia, sottolineando l’ambito di atteggiamenti, intenti, criticità assistenziali, organizzative, contrattuali e amministrative (particolarmente dal 2024 in poi), ritiene assolutamente necessario segnalare ed evidenziare, inerentemente e competentemente alle proprie funzioni specifiche, le seguenti problematiche organizzative e consequenziali gravi violazioni contrattuali, non oltremodo sostenibli:
  • disposizione di turni a due sole unità mattutine, rispetto al carico assistenziale per le attività contestuali, previste, prevedibili, potenziali ed eventuali, in modalità di emergenza e non
  • pronte disponibilità integrative mal distribuite, non equamente e in sovraccarico, disposte su riposi, rientri, fuori turno e monto-smonto da turni notturni
  • pronte disponibilità integrative e sostitutive irregolari pomeridiane, disposte anche su turni notturni in presenza di una unica unità medica attiva in guardia
  • pronte disponibilità anomale disposte integrative al turno di mattina, in modalità non ufficiale rispetto ai turni di servizio, su dirigenti medici paradossalmente non in guardia attiva, come non contrattualmente previsto
  • sovraccarico e maldistribuzione di orario istituzionale e di turni, soprattutto, festivi, prefestivi e superfestivi gravanti, pressochè esclusivamente, come le pronte disponibilità, sui dirigenti medici dipendenti.
    Pertanto il sottoscritto chiede:
  • l’immediata e urgente revisione dei turni di servizio, come unilateralmente disposti e abolire, una buona volta, tutte le difformità contrattuali e normative, più o meno circostanziali e persistenti
  • la massimale chiarezza e trasparenza, applicative e remunerative; un adeguato rispetto per la dignità professionale e delle minime condizioni lavorative e operative, ispirandosi alla sicurezza e al controllo equilibrato del rischio clinico, coinvolgente operatori, utenza e pazienti, in un modus potenzialmente pericoloso e dannoso. Questi momenti vengono vissuti in preda ad una notevole demotivazione, preoccupazione, umiliazione (nella accreditata ipotesi di burnout su aspetti molteplici), derivante da tutto quanto sottolineato e sopra evidenziato, che coinvolge indissolubilmente tutti i dirigenti dipendenti in linea ipotetica, seppure sostanziata dai fatti; anzi, inspiegabilmente estesa finanche ad altre specialità, passive da tempo. Si resta animati dalla improrogabile, insostenibile e invivibile condizione operativa, da profondo senso di dolore e responsabilità. Il sottoscritto, incarnando un pensiero certamente comune e ampio, soprattutto in termini di colleganza, ritiene opportuno di non poter che rigettare logiche presuntive di risparmio e tagli ai servizi al cittadino, che terminano soltanto per mettere a repentaglio la sicurezza delle cure
  • la regolare e puntuale retribuzione dell’attività aggiuntiva e chiarezza assoluta sul recupero delle somme pregresse, di cui si è a creditori dal 2024
  • la regolare e uniforme applicazione del regolamento aziendale sull’attività aggiuntiva e di conoscerne, senza ulteriori discriminazioni di alcun tipo, le deroghe applicative e le loro previsioni, anche quelle concernenti il reparto di appartenenza, con tempi altrettanto consoni e promotori piuttosto di certezze e non di corroboranti incertezze, non solo burocratiche
  • di chiarire quali siano i fondi di retribuzione per i medici gettonisti e perché esistano cosi notevoli differenze di trattamento economico, come suddetto
  • il coinvolgimento a pieno titolo, nella organizzazione della turnistica, in ogni suo aspetto, dei medici gettonisti, in maggioranza nel computo del personale, ovvero evidenziare l’inutilità del loro apporto significativo, date le carenze di personale e soprattutto considerato che essi rappresentano una realtà integrata già dal 2024. Festivi, superfestivi, prefestivi, turni estivi, pronte disponibilità ed eventuali turni presuntivamente più critici o scomodi non possono pesare, pressochè esclusivamente e permanentemente, sul personale dipendente così esiguo, impedendo di fatto anche la libertà di gestione di una adeguata vita extraprofessionale secondo i più corretti canoni ed equilibri di buon senso e logica concernente il basale orario istituzionale
  • di istituire modalità formative, di aggiornamento e update consone e moderne, oltre quelle tradizionali, in forma di corsi-FAD, web-on line, audit interni, ottimizzazione di protocolli, update su presidi, linee di studio di PDTA presidiali, confronto con specializzandi, propedeutici alla crescita e le correzioni delle modalità operative del team
  • la verifica sulle eventuali e apparenti difformità, rispetto ad altri presidi, delle regolamentazioni di conteggio dell’orario dell’attività aggiuntiva e sulle decurtazioni compiute, che si svolgono a cura della direzione amministrativa di presidio, chiarendone le eventuali motivazioni specifiche.
    l sottoscritto declina ogni responsabilità derivante da eventuali disservizi e potenziali contenziosi medico-legali, direttamente e indirettamente. Richiama l’attenzione della responsabile, quale garante, a farsi carico in una ottica di equipe e non interprete protagonista della filosofia operativa del tutto a tutti costi, così come sull’atteggiamento di discriminazione che viene fatto pesare sulla linea dirigenziale, in qualità di lavoratori dipendenti. Il sottoscritto diffida colleghi e la ASReM, nel merito delle mancate opportunità di retribuzione, chance e valorizzazione professionale, ad abbattere le evidenti discriminazioni attuali, così come descritte, di cui si lamenta contestualmente per quanto in essere all’interno del reparto, del presidio Veneziale e verosimilmente negli altri presidi della regione, pur per semplice deducibilità. Diffida al rispetto della dignità professionale, personale e contrattuale e a non avallare condotte viceversa antisindacali e anticontrattuali, con messa in opera di prestazioni potenzialmente dannose, disordinate e pericolose, piuttosto che autoreferenzialmente e futilmente, solo presuntivamente, di eroica disponibilità. Si ad una flessibilità ma no al disordine.
    In ultima analisi, il sottoscritto chiede l’intervento di ogni autorità preposta e in indirizzo, a fornire chiarimenti e una utile interlocuzione di congruo e comune confronto, al fine di risolvere tutte le questioni sopra illustrate, pur consapevole delle notevoli difficoltà, non senza dimenticare il buon senso e le responsabilità dei ruoli, ammnistrativi e organizzativi, a difesa della sanità pubblica, dei cittadini e della dignità dei lavoratori dipendenti. È da rigettare, definitivamente, un modello di professionalità complice e colpevole, che funga da eroico parafulmine di un incendio, in cui si tenta, per comodo, di dare la caccia, inevitabilmente giuridica e mediatica, all’ultimo della fila che resta col cerino infuocato tra le mani. Non siamo zimbelli, ma esausti, delusi e nauseati. Il profitto non può contare più del concetto di vita umana.
    Ringraziandovi, è corretto ritenere che non sarebbe il caso di andare oltre, evitare reiterati e oramai sistematici periodi di crisi, ben prevedibili e sovente a danno, piuttosto che a tutela premiante, soprattutto dei lavoratori dipendenti, al fine di migliorare e non progressivamente peggiorare lo status operativo che rientra nelle nostre competenze. Non è possibile girarsi dall’altra parte, né essere additati come labili allarmisti di circostanza, scevri dal senso concreto del dovere. Non è possibile non alzare la testa e non guardare in faccia la realtà irricevibile, imponderabile e cotanto distorta.
    In attesa di urgente riscontro, si porgono distinti saluti.