25 aprile e femminismo, l’Udi ringrazia le donne che fecero la resistenza

A 80 anni dalla conquista del diritto di voto universale, vogliamo ricordare e ringraziare le donne che fecero la Resistenza.
Donne che non esitarono a fare la scelta giusta, mettendo a rischio coraggiosamente la propria vita per costruire un futuro nuovo, conquistando prima di tutto la Repubblica democratica.
L’UDI nasce dalle donne che hanno vissuto in clandestinità l’opposizione al fascismo e dalla grande diffusa mobilitazione dei Gruppi di difesa delle donne e per l’assistenza ai combattenti della libertà; donne che non esitarono a rischiare la propria vita, che crearono da sole una vera e propria rete tra la popolazione civile e le donne e uomini combattenti, salvando vite e proteggendo territori. Donne che chiedevano pane, pace e libertà ma anche diritto al lavoro e all’istruzione, parità salariale, assistenza alla maternità e diritto di voto in tutte le istituzioni.
Alla lungimiranza, alla forza e alla lucidità di quelle donne continuiamo ancora oggi a ispirarci, per mantenere la rotta in un mondo che torna ad essere attraversato dalla guerra e dal militarismo che avvelena la società dei paesi in pace.
Continuiamo a presidiare le piazze, per chiedere il disarmo non solo degli arsenali, ma anche delle menti e delle leggi, insieme alla cancellazione delle discriminazioni e il pieno esercizio di ogni diritto per chi nasce, vive o lavora qui ed ora nel nostro paese.
Non vogliamo assistere inerti al genocidio in Palestina, aberrante organizzazione della morte nella continuità di guerre e distruzioni diffuse in troppi conflitti sul pianeta, e vogliamo opporci alla continua delegittimazione delle istituzioni internazionali, che hanno funzione di arbitrato e giudizio, da parte di governi democraticamente eletti.
La lotta di liberazione in Italia è stata liberazione dalla guerra e dalle ideologie nazifasciste che la sostengono come struttura violenta a fondamento della politica e per noi donne è parte della lotta di liberazione dalla violenza che ancora alimenta convinzioni e relazioni tossiche, mettendo a rischio troppe vite e compromettendo la libertà di tutte.
Come donne sappiamo che ogni questione ci riguarda, quindi la pace è una responsabilità che abbiamo verso noi stesse e assumiamo verso le nuove generazioni e verso il pianeta.
Perché, oltre a “uccidere e morire”, esiste sempre una terza via: vivere.
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